Scritto da Lena Morel il 30 maggio 2008
Tradotto da Véronique Strobel e Roberta Pinna
„I partiti, che tentano attraverso i loro obiettivi o l'atteggiamento dei loro membri di alterare o addirittura cancellare l'ordine democratico liberale o ancora ad attentare all'esistenza della Repubblica federale Tedesca, sono anticostituzionali. Il Consiglio costituzionale decide sulla questione di incostituzionalità“. (Legge fondamentale, Art. 21, capoverso 2-21.2 GG).
Si chiamano Vlaams Block, Front National, NPD... e fanno parte della schiera di partiti che sfidano le democrazie occidentali. In un contesto di evidente aumento degli estremismi politici in Europa, il partito nazional-democratico (NPD – National demokratische Partei) ha scatenato il dibattito sulla democrazia in Germania : bisogna autorizzare o vietare l’esistenza di tali gruppi politici ? Dove si trova la soluzione ? I segni del passato sono ancora molto presenti quando si parla di problematiche legate all‘accettazione o meno del paesaggio politico democratico, rappresentativo della totalità dei pensieri. Paragoni con ciò che accade altrove in Europa sembrano necessari per capire ed analizzare una tendenza più o meno generale, una questione probabilmente trascurata ultimamente. Non va ad ogni modo dimenticata la specificità del caso tedesco : la Germania si mostra esitante tra la volontà di essere un „modello“ democratico ed il peso del passato che la rende particolarmente vulnerabile faccia a faccia con le altre nazioni.
Torniamo ad un dibattito che scandisce la vita politica tedesca dagli anni 90 : quello nato attorno alla costruzione di tale polemica e l'assenza di un suo chiaro impatto sulla politica.
Il 21 maggio scorso si è svolta la finale della Champions League nello stadio Loujniki di Mosca. Se da molti appassionati del calcio europeo questa finale era già considerata un evento in se stesso, essendo la prima partita di questa portata a coinvolgere due squadre inglesi (Chelsea FC e Manchester United FC), la portata storica di questo incontro va ben oltre. Per la prima volta, infatti, la finale della competizione più importante tra club europei si è svolta in un Paese dell‘ Europa dell'Est. Mai prima d’ora una finale della Coppa dei campioni europei né della Champions League si era svolta oltre il confine di Vienna, con l‘eccezione di Belgrado, nel 1973 (1).
Dopo aver autorizzato la messa sul mercato di Organismi Geneticamente Modificati (OGM), la Commissione Europea lascia intendere che, fra qualche anno, si potrebbero anche commercializzare prodotti alimentari provenienti da animali clonati. Il 14 di gennaio, la stessa Commissione adottava una proposta di revisione del regolamento relativo ai nuovi alimenti per facilitare la messa sul mercato di alimenti „nuovi e innovativi nell'Unione Europea“. Adottando questa proposta si creerebbero dispositivi destinati ad incoraggiare l'industria ad investire nello sviluppo „di nuovi tipi di alimenti e nuove tecniche di produzione di alimenti“. Questa espressione ambigua indicherebbe dunque alimenti derivanti da animali clonati.
Nel momento in cui il Parlamento europeo prepara una sessione plenaria nella quale la « questione femminile » sarà uno dei temi principali, è interessante ritornare a parlare della sessione parlamentare dello scorso Gennaio a Strasburgo, durante la quale il deputato europeo Roberta Angelilli (UEN, Italia, per la Commissione delle libertà civili, della giustizia e degli interni) e il deputato Panayotopoulos-Cassiotou (PPE-DE, Grecia, per la commissione dei diritti della donna e delle pari opportunità) hanno presentato il rapporto sulla strategia europea per i diritti dell’infanzia. (2007/2093(INI)). Adottato dalla maggioranza dei deputati europei, il rapporto richiede la creazione di una linea di finanziamento specifica per la messa in atto della futura strategia.